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Venerdì, 20 Febbraio 2004 - 18:47
Premio Nobel Shirin Ebadi a Berna l'8 marzo

L'iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la pace 2003, sarà presente l'8 marzo -
Giornata della donna - a Berna e pronuncerà un discorso davanti alle Camere. Incontrerà anche la consigliera federale Micheline Calmy-Rey.

La Ebadi è stata invitata a seguito di un'iniziativa delle parlamentari Hildegard Fässler (PS/SG), Christine Egerszegi (PLR/AG) e Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG).

Sarà la prima donna invitata ad esprimersi in parlamento e il primo ospite a non ricoprire un ruolo istituzionale. (Swissinfo)

Il testo completo del discorso di Shirin Ebadi all'Università Roma 3

Nel nome di Dio dello spirito e della saggezza

Cari e stimati colleghi, professori, studenti, amici presenti, signore e signori,

Sono felice di rivolgermi a Voi oggi da questo meritorio podio. L’università è la vera casa e il vero luogo di tutti quelli che hanno posto la morale in testa alle proprie attività, coloro i quali si sono dedicati alle cause dell’umanità, persone fiere non per il loro conto in banca ma per il numero di libri che hanno pubblicato, orgogliosi per il numero di allievi che hanno istruito e non per le superficialità materiali.

L’Italia sotto questo aspetto ha una brillante storia e reputazione. Il numero delle sue università, dei professori competenti che vi lavorano e degli studenti bravi e impegnati che cercano il potere nel sapere. Un gran numero di architetti iraniani ha studiato nelle università italiane. Vi sono grata per aver generosamente donato il Vostro sapere ai miei compatrioti.

In Iran, la mia patria, l’Italia è il simbolo dell’architettura, dell’arte e della letteratura. Le opere di molti scrittori italiani come Dante, Silone, Natalia Ginzburg, Italo Calvino e molti altri.., nonché di registi italiani, tra i quali Federico Fellini, Roberto Rossellini, sono state tradotte in lingua persiana e hanno un gran numero di appassionati lettori e ammiratori.

Signore e signori,
Ci sono molte similitudini culturali tra l’Iran e l’Italia: entrambe l’antica Persia e Roma, sono state tra i più grandi imperi di un tempo e a guida di antiche civiltà. Entrambe le civiltà hanno cresciuto nel proprio seno i più illustri personaggi, donandoli all’eredità culturale del mondo, come Galileo e Avicenna (Abu Ali Sina). Entrambe sono state soggette agli attacchi dei nemici, ma hanno difeso la propria cultura e la propria entità fino all’ultimo respiro. Oggi Voi parlate in lingua italiana e noi parliamo in lingua persiana e questo è motivo di grande orgoglio. Molte antiche civiltà sono state spazzate via e di loro è rimasto un solo capitolo della storia. Invece io e Voi siamo eredi delle nostre antiche civiltà e le passeremo alle future generazioni.

L’Iran e l’Italia hanno sofferto entrambe sotto regimi totalitari e dittature ma hanno resistito. L’Iran e l’Italia sono state entrambe vittime di regimi che hanno oppresso i loro popoli in nome della religione, ma i loro popoli hanno proclamato che non sono in guerra contro la religione ma chiedono leggi che siano adeguate alle circostanze del tempo e del luogo, leggi che possano risolvere le necessità sociali.

Siamo distanti geograficamente, Voi Vi trovate in Europa e l’Iran è situato in Asia, ma i nostri cuori sono vicini. Voi in Europa avete sperimentato il Rinascimento e perciò avete potuto superare molti dei Vostri problemi con più facilità rispetto al popolo iraniano a cui manca l’esperienza rinascimentale. Ma niente paura, ci troviamo nell’era di internet, conosciamo la strada percorsa e abbiamo a disposizione le preziose esperienze vissute. Come Voi, anche noi saremo sicuramente in grado di risolvere i nostri problemi attuali mantenendo l’autenticità della nostra cultura.

Signore e Signori,
Noi veniamo dal Medio Oriente, una zona inquieta, soggetta a disordini. In alcuni discorsi sentiamo dire che la mappa del Medio Oriente deve cambiare e i popoli che vivono in questa zona, stupiti, si domandano: non è al popolo di un paese che spetta di decidere il destino del proprio paese? Allora perché gli altri tracciano le nostre mappe? Un giorno aiutavano i Talibani ad arrivare al potere e un altro giorno attaccavano l’Afghanistan con la scusa dei Talibani. Aiutavano Saddam, gli hanno fornito le armi chimiche per bombardare il popolo iraniano e la zona irachena popolata dai Kurdi, e un altro giorno hanno attaccato l’Iraq accusandolo di avere le bombe chimiche. I militari iraniani, nonché la popolazione civile, a quindici anni dalla fine della guerra, soffrono ancora per le nefaste conseguenze dei bombardamenti chimici; loro sanno benissimo che, senza l’appoggio di alcuni governi occidentali, Saddam non sarebbe mai stato in grado di procurarsi un arsenale così pericoloso. Ora che è arrivato il momento di processare gli aggressori, non soltanto Saddam, ma anche i suoi sostenitori dovranno rispondere di fronte alla coscienza umana e all’opinione pubblica mondiale.

Cari colleghi,
solo quando c’è pace e tranquillità, l’albero del sapere dà i suoi frutti, la creatività artistica si rivela e il carro della civiltà va avanti. Però, un qualunque silenzio non è tranquillità e una qualunque pace non è quella durevole.

Una pace duratura è quella che è stata costruita su due pilastri di giustizia e democrazia, altrimenti, anche se c’è silenzio, non è di tranquillità ma di soffocamento. Il silenzio in una società oppressa, una società dove nessuno ha la forza di parlare e ogni voce contraria viene soffocata sotto la minaccia del carcere o a forza delle pallottole, è un silenzio da cimitero e presto o tardi causerà disordini che non giovano a nessuno.

Non dimentichiamo il silenzio che ha governato per settant’anni nell’Unione Sovietica, lo stesso silenzio che attualmente ombreggia in alcuni paesi del mondo.

Dobbiamo custodire e considerare sacra la pace e, ancora prima, ritenere importante la giustizia e la democrazia.

D’altro canto, la pace ha due facciate, quella interiore e quella esteriore; come il mondo in cui viviamo e di cui non conosciamo tutti i profondi segreti. Senza una pace interiore non è possibile una pace esteriore; ma la pace interiore è la tranquillità di una vita vissuta con uno scopo. Coloro che ancora non hanno uno scopo nella propria vita sono individui confusi che non trovano pace in nessun luogo e non trovano il proprio io da nessuna parte; è il compito di noi insegnanti di aiutare i nostri allievi in questa loro ricerca, di illuminare il loro cammino cosicché possano trovare la strada e trovare se stessi e, vivendo felici, possano essere utili anche per gli altri. In altre parole vivere felici ed essere utili per la società e per gli altri sono pilastri di una pace interiore. Una società in grado di porre questo obiettivo in testa ai propri programmi didattici ed educare i giovani che mentre godono i piaceri della vita possono pensare anche agli altri, proseguirà, senza alcun dubbio, verso la pace. E quindi, la pace nasce dentro di noi, si sviluppa in famiglia e finalmente scorre nelle arterie della società. In altre parole, la pace comincia dalla scuola, poi si sviluppa a livello nazionale e raggiunge territorio mondiale.

È così che insegnanti e professori agiscono in qualità di pilastri della pace a livello nazionale e globale e in questa direzione il rapporto tra le comunità scientifiche di tutto il mondo è l’elemento più importante per lo sviluppo e la stabilità della pace. Scambio di studenti e professori, traduzione di libri in lingue diverse, creazione di università virtuali e creazione dei corsi di studio internazionali sono tutti di grande aiuto per la realizzazione del contatto e rapporto internazionale.

I paesi scientificamente avanzati devono generosamente mettere il loro sapere a disposizione degli studenti nei paesi del Sud del mondo. La peggiore piaga per la scienza è la grettezza che purtroppo è attualmente molto diffusa nel mondo. Dopo l’evento dell’undici settembre, agli studenti dei paesi del Sud del mondo viene impedito di studiare in America in alcuni campi di tecnologia più avanzata come quella informatica, ingegneria nucleare, ingegneria genetica. E gli studenti che stanno già studiando queste discipline sono stati avvertiti che appena completeranno la prima fase del loro studio dovranno cambiare la materia. In alcuni altri paesi occidentali, nonostante tale restrizione non è stata ufficialmente annunciata, gli studenti di alcuni paesi del Sud non vengono ammessi alle facoltà di tecnologie più avanzate.

Se vediamo il mondo come un villaggio globale, dobbiamo tutti essere partecipi con tutti i suoi doni e vantaggi, tra gli altri, anche il sapere. Non possiamo pretendere di essere una comunità globale se una parte della popolazione del mondo viene privata del sapere. Dobbiamo essere generosi come il cielo, fare fertile l’albero della conoscenza come la terra, diffondere l’amicizia come il vento, essere ostili e furiosi contro l’ignoranza e l’intolleranza come fuoco.
Dobbiamo essere umani, essere gentili. Gentili.
Grazie.

Mercoledì, 18 Febbraio 2004 - 19:21
Iran: Campagna elettorale e San Valentino

Teheran - San Valentino ha giocato un ruolo importante nella campagna elettorale iraniana.
Nel giorno di San Valentino i candidati dell'ala conservatrice di Teheran hanno distribuito regali fra i giovani, nella speranza di ottenere i loro voti.

La festività di San Valentino, pur non essendo una celebrazione islamica, da qualche anno viene festeggiata dai giovani, seppur contro il volere delle autorità religiose del Paese.
Le prossime elezioni parlamentari si svolgeranno venerdì 20 febbraio, ma a contendersi il potere saranno solo i conservatori. Infatti, i riformisti hanno deciso di non presentarsi alle elezioni, intendendo così protestare contro la bocciatura del Consiglio dei Guardiani della maggior parte dei candidati riformisti.

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I deputati riformisti iraniani rischiano l’arresto

Teheran - Fonti vicine ai riformisti iraniani hanno dichiarato che i deputati di tale schieramento politico rischiano l’arresto in concomitanza con la fine dei lavori del vigente parlamento (ovvero a maggio).

In seguito alle elezioni del 20 febbraio, i riformisti cederanno la maggioranza parlamentare ai conservatori.

Le stesse fonti sostengono che la polizia ed i Pasdaran (i Guardiani della Rivoluzione) hanno già stilato un lungo elenco contenente accuse dirette ad importanti personaggi dello schieramento riformista, tra cui Fatemeh Haghighat, deputata riformista di Teheran, Mirdamadi, capo dell'attuale Commissione per la Sicurezza Parlamentare, Armin deputato di Teheran e Shirzad, deputato di Esfahan.

Il nuovo canale televisivo americano in lingua araba

Teheran – Nasce oggi "Alhurrah", canale televisivo americano che trasmetterà programmi in lingua araba nei paesi del Medio Oriente.

Le trasmissioni del canale finanziato del Congresso Americano hanno luogo in Virginia e le sedi dell’emittente si trovano in 22 paesi medio-orientali, tra cui l’Iran.

La maggior parte dei programmi televisivi affronterà argomenti riguardanti la situazione irachena, poiché lo scopo delle autorità americane è contrastare i messaggi lanciati dalle emittenti Aljazirah e Alarabiah.

Infatti, gli statunitensi hanno più volte accusato i due canali arabi di diffondere notizie false su Bin Laden e Al-Qauedeh.

Iran: San Valentino più importante delle elezioni parlamentari

Teheran – Nonostante in Iran siano iniziate da sabato scorso le campagne elettorali per le elezioni parlamentari del 20 febbraio, l’entusiasmo degli elettori tarda a farsi sentire e si prevede che la partecipazione sarà molto bassa.

Dopo la bocciatura da parte del Consiglio dei Guardiani di più di 2500 dei loro candidati, circa 600 riformisti hanno annunciato che non parteciperanno alle elezioni poiché le ritengono "illegali" e "antidemocratiche".

Secondo alcuni opinionisti, il temuto e previsto astensionismo sarà dovuto principalmente alla mancanza di fiducia nei confronti delle varie fazioni politiche iraniane.

Pare addirittura che la festività di San Valentino, da qualche anno celebrata anche dai giovani iraniani, sia considerata più interessante delle elezioni parlamentari.

In ogni caso, è dato per certo che venerdì prossimo i conservatori, noncuranti delle critiche interne ed esterne, non avendo avversari da affrontare vinceranno le elezioni, mettendo in difficoltà il governo riformista di Khatami.

Lo sport avvicina l’Iran agli USA

Teheran – Nonostante dopo il terremoto di Bam del gennaio scorso, l'Iran abbia rifiutato di accettare una delegazione parlamentare americana, i due paesi continuano ad entrare in contatto attraverso lo sport.

Infatti, gli Stati Uniti parteciperanno con una propria squadra all’annuale campionato di lotta che si svolgerà la prossima settimana a Teheran. La competizione avrà luogo in concomitanza con la cerimonia del Venticinquesimo Anniversario della Rivoluzione Islamica dell'Iran.

Un altro appuntamento è fissato per il prossimo aprile, data in cui la squadra nazionale di calcio iraniano giocherà a Los Angeles.

Fonti iraniane sostengono che esistono ancora molte possibilità di dialogo e avvicinamento tra l’Iran e gli Stati Uniti. Pare infatti che la visita dei parlamentari americani nel Paese sia stata posticipata esclusivamente a causa della difficile situazione pre-elettorale in cui si trova attualmente l'Iran (le elezioni parlamentari si svolgeranno il 20 febbraio).

Martedì, 17 Febbraio 2004 - 10:29
Un gruppo di iraniani residenti in Usa chiede a Bush di aiutare la democrazia iraniana

Teheran – Un gruppo di iraniani residenti negli Stati Uniti ha inviato oggi una lettera al Presidente George Bush, per chiedere di aiutare l’Iran ad instaurare un governo democratico. Tale gruppo fa parte del "Comitato di Coordinazione del Movimento Studentesco per la Democrazia" ed è attivo dal 1997.

Secondo quanto riferisce la radio America, nella lettera indirizzata a Bush è stato scritto che "il popolo iraniano non ha nessuna speranza nelle riforme e le prossime elezioni parlamentari saranno una delusione per il popolo iraniano, poiché vi concorreranno solamente candidati conservatori".

Lunedì, 16 Febbraio 2004 - 19:01
L'Italia come mediatrice fra Iran e Usa

Teheran - Il Ministro degli Affari Esteri Italiani Franco Frattini sta giocando il ruolo di mediatore fra l'Iran e gli Stati Uniti.

Secondo le fonti iraniane, la settimana scorsa in occasione della visita di Kharrazi a Roma, Frattini e il Ministro degli Affari Esteri Iraniano avrebbero discusso dei difficili rapporti tra i due Paesi.

Già nel suo recente viaggio a Teheran, Frattini aveva svolto il ruolo di mediatore affrontando argomenti relativi all’attività nucleare iraniana, alla questione irachena e alle elezione parlamentari che si svolgeranno il 20 febbraio in Iran.

Dopo aver ascoltato entrambe le parti, Frattini ha portato ai due paesi i messaggi delle rispettive autorità, sperando in un avvicinamento delle due Nazioni. Difatti, recentemente Iran e Stati Uniti hanno collaborato nel corso delle missioni in Afghanistan e Iraq.

Non è la prima volta che l’Italia si propone come mediatrice tra i due Paesi, poiché già in seguito alla Rivoluzione Islamica dell'Iran aveva svolto tale ruolo.



 

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